Da Ezra Miller a Johnny Depp: gli attori più sregolati di Hollywood

La carriera attoriale implica spesso l’esasperazione di alcuni tratti caratteriali estremi, sia per necessità lavorative che per l’effetto sulla psiche del successo mondiale e delle generose buste paga elargite ad Hollywood. Abbiamo ormai imparato che non bisogna mai affezionarsi troppo ad una personalità pubblica, perché anche il più insospettabile è capace di deludere qualsiasi aspettativa e rivelarsi una pessima influenza, ma alcuni attori si sono spinti oltre il limite di “una vita al massimo” per finire direttamente nel campo della dissolutezza.

L’esempio più chiacchierato dell’ultimo periodo riguarda sicuramente Ezra Miller, perché la star del mondo DC (The Flash è rinviato al 2023 anche per colpa sua) e Animali Fantastici (qui la nostra recensione di Animali Fantastici i Segreti di Silente) sembra aver tagliato tutti i ponti con le regole morali: dopo innumerevoli assalti fisici e verbali a persone sconosciute, accuse di molestie e abuso di stupefacenti, adesso Ezra Miller è anche a processo per furto con scasso. L’interprete americano, con la sua condotta sregolata e in larga parte illegale, sta bruciando tutte le possibilità di un ritorno in sordina nel mondo del cinema (abbiamo analizzato perché la carriera di Ezra Miller potrebbe essere finita), a differenza di tanti illustri colleghi, i quali hanno saputo tenere a bada le loro pulsioni (chi più, chi meno) impedendo alle stesse di rovinare una vita di sacrifici.

Charlie Sheen

Il primo nome che viene alla mente quando si parla di Hollywood e dei suoi figli dannati è di sicuro quello di Charlie Sheen, colpevole di numerosi reati, tra i quali abuso di stupefacenti e violenza domestica, ma sulla via della redenzione grazie al proficuo impegno nella beneficenza e nella consapevolezza sulle malattie sessuali. Le controversie per l’interprete di Platoon e Wall Street cominciano nel 1990, quando “per incidente” spara nel braccio della sua fidanzata, la quale decide di lasciarlo in seguito all’accaduto.

Gli anni seguenti sono una girandola impazzita di matrimoni falliti, relazioni con attrici pornografiche e iscrizioni a programmi di escort, mentre si allunga la lista di guai giudiziari a causa degli abusi verbali e fisici ai danni delle sue numerose compagne, il tutto condito dalla dipendenza da alcool e cocaina che lo portano a visitare svariati centri di disintossicazione. Nel 2015 ha ammesso pubblicamente di essere positivo all’HIV, e di saperlo già da 4 anni, causando un’ondata di panico che verrà in seguito denominata “Effetto Charlie Sheen”: grazie alla sua dichiarazione aumentarono in maniera vertiginosa le ricerche online sul retrovirus e in tantissimi si sottoposero ai test di prevenzione.

Amanda Bynes

La lista di attori che hanno raggiunto la fama da giovanissimi e che per questo hanno sofferto numerosi disturbi della personalità è purtroppo lunghissima, ma uno dei capitoli più cupi spetta di diritto ad Amanda Bynes, la star del canale Nickelodeon negli anni ’90. La giovane interprete venne ripetutamente fermata dalla polizia a bordo della sua auto: la prima volta solo perché parlava al cellulare durante la guida, ma in seguito fu trovata anche sotto effetto di alcool e stupefacenti, urtò una volante della polizia, causò due incidenti (scappando senza prestare soccorso) prima della confisca della patente che non le impedì di rimettersi in macchina, costringendo le autorità a confiscarle il mezzo.

Purtroppo la situazione si rivela ben peggiore della semplice cattiva condotta alla guida, perché la Bynes comincia un triste tour dei centri psichiatrici d’America per valutare la sua salute mentale, dopo aver appiccato un incendio nel vialetto di un’anziana signora ed essere stata espulsa dall’istituto di moda per evidente instabilità. Nel 2014 dichiara che le è stato diagnosticato un disturbo bipolare mentre adesso, dopo un periodo di riabilitazione in una clinica di lunga degenza, vive da sobria in una casa monitorata insieme ad un gruppo di persone.

Shia LeBeouf

Un altro attore rovinato dalla fama in giovanissima età (e dagli abusi inferti dal padre che soffriva della sindrome da stress post traumatico) è la star della saga Transformers, le cui peculiari vicissitudini legali sono cominciate nel 2007, quando venne arrestato in seguito al suo netto rifiuto di lasciare un Wallgreens a Chicago. Successivamente LeBeouf è stato coinvolto in numerose risse, dandosi in pasto ai tabloid soprattutto a causa del suo alcolismo molesto.

Nel 2014 venne arrestato durante una replica del musical Cabaret per aver infastidito il pubblico, con numerosi testimoni che dichiararono di averlo visto inseguire con la maglietta strappata un senzatetto poco prima dello spettacolo, e l’anno successivo torna in carcere dopo aver cercato in maniera maldestra di attraversare la strada mentre il semaforo era rosso per i pedoni, barcollando e urlando frasi sconnesse ad una pattuglia di agenti che sono stati quindi obbligati a fermarlo. Attualmente è sotto processo per le accuse di molestia e percosse ai danni della sua ex fidanzata FKA Twigs.

Lindsay Lohan

Cominciare la propria vita pubblica all’età di tre anni non dev’essere stato facile per Lindsay Lohan, costretta a fare la modella dai propri genitori prima dell’esplosione di notorietà avvenuta negli anni 2000 che l’ha resa una delle donne più famose del mondo. La carriera d’attrice comincia a dieci anni con un ruolo per la soap opera Destini, per poi passare al cinema sotto la guida di Nancy Meyers, ma sono i problemi giudiziari a tenerla sempre sulle prime pagine dei giornali scandalistici.

La donna viene infatti ripetutamente arrestata dalla polizia per guida in stato di ebbrezza, abuso di stupefacenti e furti continui di oggetti di valore, tra i quali un gioiello ed una collana di 2500 dollari. L’attrice viene spesso premiata con sconti sostanziosi della pena per il suo comportamento esemplare in carcere, ma una volta fuori di prigione si distingue per i crimini che la obbligano all’isolamento o alla libertà condizionata, come quando nel 2012 ha investito un pedone con la sua Porsche. In seguito ad una sentenza del giudice e al completamento dei servizi socialmente utili derivanti dalla condanna per guida in stato di ebrezza del 2012, dal 2015 Lindsay Lohan è libera da qualsiasi problema giudiziario per la prima volta in 8 anni.

Johnny Depp

Impossibile non citare l’attore più chiacchierato dell’anno, perché Johnny Depp si è reso protagonista di un turbine giudiziario sia in veste di vittima che in quello di carnefice, riportando in auge i vecchi vizi che sembrava aver abbandonato all’alba degli anni 2000. Con l’esplosione della sua carriera Hollywoodiana infatti, avvenuta grazie all’iconico ruolo di protagonista per Edward Mani di Forbice, la personalità tormentata di Depp si incupisce portandolo all’autolesionismo e gettandolo nel vortice di alcool e cocaina che nel 2005 spezzerà la vita del suo amico River Phoenix.

Proprio la morte del giovane mito cinematografico redime Depp che, resosi conto della destinazione finale di quel triste viaggio da lui intrapreso, decide di cambiare stile di vita. Le accuse di violenza arrivate dall’ex moglie Amber Heard hanno per questo sorpreso l’opinione pubblica, anche perché la donna ha dichiarato che il marito era spesso sotto l’effetto di droghe e alcool. In seguito al divorzio, Depp ha denunciato Heard per diffamazione vincendo il processo, mentre nuove accuse contro lui e la sua violenza spuntano fuori quasi ogni giorno.

James Dean

Il bad boy per antonomasia, uno dei più grandi attori della storia, il cui mito è stato alimentato anche dalla prematura scomparsa a 24 anni in seguito ad un incidente stradale. La personalità schiva e triste del protagonista di Gioventù Bruciata è da ricercare in un’omosessualità che non ha mai potuto dichiarare apertamente, salita agli onori della cronaca solo in seguito al suo svincolarsi dalla leva militare adducendo come causa proprio i motivi sessuali. Dean ebbe diverse relazioni con uomini che era costretto a definire suoi amici, finché non venne pubblicizzato dai tabloid il suo amore per Anna Maria Pierangeli, l’attrice italiana incontrata sui set della Warner.

La coppia era probabilmente costruita solo per nascondere le inclinazioni sessuali di Dean, visto che fu lui stesso a nutrire i paparazzi di pettegolezzi e a istruire la sua amica Julie Harris affinché dichiarasse che i due erano innamoratissimi. L’attrice italiana però non mantenne questa relazione di comodo e inaspettatamente si fidanzò con il cantante Vic Damone, facendo cadere James Dean nella buia depressione che tentò di mettere a tacere nell’alcool e nelle corse automobilistiche: in seguito ad una di queste avvenne il tragico incidente che gli spezzò la vita, trasformandolo in una delle icone più famose di Hollywood.

Miley Cyrus

Qualunque personaggio descritto dopo un gigante come James Dean sarebbe sembrato debole e scontato, per questo abbiamo scelto di inserire una ragazza che non vanta grossi guai con la legge, ma che ha solo gestito in maniera peculiare il suo passaggio dall’infanzia all’età adulta. Miley Cyrus è infatti diventata celeberrima per la sua interpretazione di Hannah Montana sia su pellicola che nella vita reale, partecipando a tour mondiali e sfondando le hit-parade con i suoi brani targati Disney.

La giovinezza dell’attrice e cantante non poteva però durare per sempre, lei era consapevole che non avrebbe potuto mantenere il suo status di teen idol una volta cresciuta, per questo decise di sessualizzare quanto più possibile la sua immagine per sfondare nell’età adulta come una star già affermata: sul palco si esibiva nella pole dance e baciava i membri della band, mentre sbandierava la sua vita privata definendosi pansessuale, vegana e amante della cannabis. Le sue relazioni sono ormai innumerevoli e sempre sotto la lente dei paparazzi, alimentando l’immagine di ragazza ribelle che l’ex beniamina della ragazzine ha sempre voluto legare al suo nome.

Elvis Presley

Il Re avrebbe bisogno di un’enciclopedia totalmente dedicata a lui per poter descrivere il ciclone che è stata la sua esistenza, perché la leggenda musicale va di pari passo con una vita che definire sregolata sarebbe un eufemismo non da poco (per una rilettura più spettacolare vi rimandiamo alla nostra recensione di Elvis). Gran parte dei suoi eccessi è da ricercare in un carattere solitario e schivo che lo portava ad isolarsi dal resto del mondo fin da quando era giovanissimo, il quale purtroppo lo accompagnerà nell’età adulta facendolo cadere in un vortice di droghe che ne causerà il decesso a soli 42 anni.

Di ritorno dalla leva militare Presley spiccò nel mondo del cinema partecipando a numerose pellicole, esaudendo il suo sogno di emulare il mito di James Dean, mentre la carriera da rocker esplodeva di rinnovato entusiasmo grazie agli innumerevoli concerti tenuti a Las Vegas. La fatica e lo svuotamento psichico lo portarono ad abusare di stimolanti ed anfetamine, mentre i barbiturici e i tranquillanti lo obbligavano al sonno tra un evento e l’altro.

Arrivò anche al coma in seguito all’overdose di analgesici, continuando allo stesso tempo ad alzare l’asticella delle sue performance dal vivo a dimostrazione del fatto che il personaggio di Elvis sul palco era completamente estraneo all’individuo depresso e solo della vita quotidiana. Elvis è morto nel ’77 nella sua Graceland a causa di una dose ingente di barbiturici, donandogli finalmente quel meritato riposo che non è mai riuscito a raggiungere in vita.

Natasha Lyonne

La protagonista di Russian Doll (se non conoscete lo show Netflix vi invitiamo a recuperare la recensione di Russian Doll 2) ha sofferto in giovane età per i numerosi problemi causati da droga ed alcool, mettendo a serio rischio la sua carriera da attrice prima della gloriosa rinascita avvenuta con Orange is the New Black.

La donna ha combattuto per lunghi anni con la sua dipendenza dall’eroina, infatti nel 2001 venne arrestata per guida sotto l’effetto di stupefacenti, resistenza all’arresto e violazione di proprietà, ma è nel 2005 che ha davvero toccato il fondo: venne ricoverata d’urgenza a causa dell’epatite C e di un polmone collassato, arrivando a sfiorare la morte sul letto dell’ospedale. Da quel momento l’attrice ha scelto di cambiare vita, anche in seguito ad un’operazione a cuore aperto che l’ha salvata da una endocardite potenzialmente fatale, aiutata dall’amica Chloe Sevigny che l’ha aiutata ad uscire dalla disperata spirale nella quale rischiava di concludere la sua vita.

Robert Downey Jr.

Dalle stelle alle stalle, andata e ritorno alla velocità supersonica garantita dall’armatura di Iron Man: Robert Downey Jr. per quasi dieci anni ha lottato contro i demoni che l’hanno tenuto lontano dai riflettori, dopo un esordio folgorante come attore bambino sotto la direzione del padre Robert Downey Sr. Proprio il rapporto tumultuoso col padre lo inizierà ad un’esistenza di droghe, perché l’astruso regista obbligava suo figlio a fumare marijuana insieme a lui per dimostrargli il suo affetto, spalancando di fatto le porte ad un’inclinazione alle dipendenze che lo farà piombare nel dimenticatoio negli anni 2000, dopo i numerosi arresti per possesso di eroina, cocaina e anche armi da fuoco.

Prima del baratro l’attore sembrava pronto ad un’esplosione di popolarità senza precedenti, grazie al BAFTA e al Golden Globe portati a casa per la sua interpretazione di Charlie Chaplin in Charlot, ma nel ’99 venne arrestato e dovette scontare un anno di pena detentiva in una struttura riabilitativa in California. In seguito al rilascio le cose non migliorarono affatto, nonostante la vittoria di un altro Golden Globe (lo stesso attore ritiene che la sua performance fosse molto sopravvalutata, e che in quel periodo pensava soltanto alla cocaina) viene di nuovo arrestato per possesso di valium, chiudendo in via definitiva i ponti con le produzioni televisive e cinematografiche, le quali non avevano alcuna intenzione di lavorare con lui.

Fuori di prigione la luce arriva con la conoscenza dell’attuale moglie Susan Levin, che lo indirizza su una strada di meditazione, yoga ed attivismo, facendo rinascere con molta cura il personaggio pubblico di Robert fino al perdono collettivo arrivato con Iron Man, grazie anche alle insistenze del regista Jon Favreau che lo volle con tutte le sue forze per la pellicola. L’attore sostiene di essere completamente sobrio dal 2003, e si è distinto negli ultimi anni per le sue opere di volontariato che tanto lo allontanano dal personaggio impossibile visto in gioventù, dimostrando ancora una volta come ci sia sempre una luce che brilla in fondo al tunnel, non importa quanto esso sia buio e tormentoso.

Da Ezra Miller a Johnny Depp: gli attori più sregolati di Hollywood