La Russia agita il voto italiano, nubifragi, vittime, danni a San Marco

Buongiorno.

Una giornata segnata dalla furia del maltempo nel nord e centro Italia. Due morti e oltre 50 feriti in Toscana, danni all’agricoltura e stabilimenti balneari in Liguria e Versilia spazzati da raffiche fortissime, da 150 chilometri all’ora. Il Sud, invece, è stata colpito da incendi e temperature roventi.

La storia più triste arriva da Carrara, dove una donna è stata uccisa da un albero mentre cercava di mettere al riparo una clochard. Il velista Giovanni Soldini ci racconta del suo trimarano scaraventato via dal vento. Il campanile di San Marco a Venezia ha subito danni. E poi l’incendio tremendo di Pantelleria, con 60 ettari di vegetazione andati in fumo. Secondo il sindaco non ci sono dubbi, gli incendi sono stati due e dolosi.

Sara Gandolfi ha intervistato il fisico Antonio Navarra, presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, che conferma gli allarmi: «Un’estate come questa potrebbe non essere una rarità». Ecco la spiegazione scientifica dei nubifragi del Nord, delle trombe d’aria in Toscana e delle temperature bollenti al Sud: «C’è un contrasto tra una massa d’aria molto fredda che viene dal Nord Europa e una molto calda che stava su tutto il Mediterraneo. Così nascono le precipitazioni: quando l’aria fredda incontra una massa di aria umida e calda, fa condensare l’acqua e piove. È come una pentola che bolle in cui si creano e muoiono vortici e altri fenomeni tipici dell’atmosfera. Più ampio è il contrasto più i fenomeni sono violenti».

Medvedev invade la campagna elettorale italiana

Non è la prima volta che accade ma stavolta l’invasione di campo politica è netta e particolarmente allarmante. Il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo, Dmitri Medvedev, scrive su Telegram: «Alle urne vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità».

Un’interferenza chiara che scatena la polemica. Attacca prima Luigi Di Maio (che pure da ministro aveva dato onoreficenze a diversi esponenti russi), poi una nota del Pd: «Sono passate 5 ore e ancora non sappiamo nulla di cosa pensano Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi delle parole di Medvedev sulle elezioni e su chi sosteneva lealmente il governo Draghi».

Seguono diversi esponenti sulla falsariga della nota. Per Forza Italia non parla Berlusconi ma Stefania Craxi: «Le parole di Medvedev sono irricevibili, totalmente fuori luogo e segno di una personalità disturbata. Non meritano neanche una risposta». Fratelli d’Italia risponde subito dopo, definendo «risibili» le parole di Medvedev e confermando il posizionamento atlantista. Infine, Matteo Salvini, meno netto: «I problemi degli italiani non sono i tweet di Letta o di un russo. Votano gli italiani, non i russi o i cinesi».

A Paola Di Caro, il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani aggiunge: «Quelle di Medvedev sono parole inopportune, di pura propaganda interna e da respingere nettamente. Non avranno effetti sul voto». Quanto alle accuse, «abbiamo le carte in regola, la sinistra su questo non ci può dare lezioni».

Calenda con Draghi (e contro il Pd)

«Andare avanti con l’agenda Draghi, andare avanti col metodo Draghi. E avere possibilmente Draghi come presidente del Consiglio».

L’incipit del pezzo di Marco Esposito rende bene l’idea dell’approccio di Carlo Calenda che ieri, insieme a Maria Elena Boschi, Luigi Marattin, Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e Elena Bonetti, ha presentato il programma del terzo polo. Mancava Matteo Renzi: assenza non tattica, ha spiegato Calenda, ma «gesto di grande generosità». Il programma di Azione e Italia Viva è improntato alla continuità: completamento del Pnnr, via libera a un salario minimo ma con revisione del reddito di cittadinanza, no alla flat tax, elezione diretta del premier e ogni euro in più del bilancio pubblico che va alla sanità. Poche promesse, come da dichiarazioni ripetute da Calenda, che non si fa mancare un affondo contro il Pd: «Cinque minuti dopo le elezioni si ri-alleeranno con i 5 Stelle». Delle alleanze future del terzo polo, invece, non dice nulla. Neanche Maria Elena Boschi, che pure si allinea all’idea berlusconiana di rendere inappellabili le assoluzioni: «Per noi il giustizialismo è un’aberrazione».

Meloni e il programma

Ancora non è stato pubblicato il programma, ma ogni giorno si delinea sempre più chiaramente. Prima, però, c’è l’ennesimo chiarimento sul fascismo, dato al settimanale britannico The Spectator (imperdibile la ricostruzione di Gianluca Mercuri sulla Rassegna). Meloni dice: «Quando sono qualcosa, io lo dichiaro. Io non mi nascondo. Se fossi fascista, direi che sono fascista. Non ho mai parlato di fascismo perché non sono fascista». Quanto al programma rivendica un sovranismo economico: «Sono per la difesa delle nostre produzioni strategiche e dei nostri marchi. Tim deve essere pubblica». Poi spiega che deve finire «l’apri e chiudi delle imprese, fatto soprattutto dagli extracomunitari, con aziende che non pagano un euro di tasse. Chi vuole lavorare è benvenuto, ma chi arriva da fuori dell’Ue, prima di aprire la serranda, dovrà presentare una fidejussione a garanzia del pagamento delle tasse». Tra le altre idee, alzare le pensioni minime e sociali. No, invece, al salario minimo, «specchietto per le allodole».

Le liste del centrodestra e il fattore D

L’incipit di Adriana Logroscino rende bene l’idea: «Il fattore D. Quando la definizione dei candidati sembrava avviata a una rapida conclusione, il meccanismo si è inceppato: i leader del centrodestra si sono accorti che manca una donna per rispettare l’equilibrio di genere (60-40) previsto dalla legge. Inevitabile rimandare l’annuncio dei nomi. Probabilmente a oggi, giornata che si vorrebbe conclusiva». Ma le trattative continuano e si registra un’autoesclusione sorprendente: si chiama fuori Gaetano Quagliariello, in Parlamento dal 2006. Era stato candidato fuori territorio, non in Abruzzo ma in Campania.

Le liste dei 5 Stelle

L’ex sindaca Chiara Appendino nei due collegi di Torino e in una regione del Sud, l’ex procuratore Federico Cafiero de Raho capolista in Calabria, l’ipotesi Stefano Patuanelli in Lombardia. E lo spettro dei «paracadutati» nel Mezzogiorno. Ancora da definire gli ultimi dettagli, ma ieri, in giornata, chi è stato scelto su SkyVote e da Giuseppe Conte è stato contattato da Roma perché iniziasse a preparare tutti i documenti utili al deposito delle liste. Non mancano le polemiche sui dati e sulla mancanza di informazioni.

Pd, risolto il caso Amendola, Cottarelli si racconta

Sembra quasi risolto il caos delle candidature ed Enzo Amendola, dopo ore di confronto, ha accettato il seggio non blindato. Resta il problema a Pisa, dove non è ancora risolta la questione di Stefano Ceccanti, costituzionalista stimato che rischia di rimane fuori. Chi è dentro a sorpresa è Carlo Cottarelli che a Enrico Marro spiega perché si candida con il centrosinistra: «Quando me l’hanno chiesto non ci ho messo molto tempo a decidere. Ci sono due visioni molto diverse dell’Italia. Dico subito che per me non c’è il rischio di un ritorno del fascismo. Ma sulle priorità dell’economia e sul rapporto con l’Europa mi sento molto più vicino a una visione che non è quella del centrodestra».

Fdi e 5 Stelle in crescita

La caduta del governo Draghi pare aver giovato a chi più si è messo di traverso: Fratelli d’Italia a destra e il Movimento 5 Stelle a sinistra. I sondaggi indicano questo trend e la conferma arriva dall’ultima di Noto Sondaggi. Il partito di Giorgia Meloni oscillerebbe tra il 24 e il 25 per cento, guadagnandone un paio rispetto alla crisi. Il Movimento 5 Stelle, dal 9-10 per cento è salito al 12-13 per cento. «Gli elettori di sinistra, compresi quelli del Pd, che non si riconoscono nell’Agenda Draghi si spostano sui 5 Stelle» spiega Antonio Noto. Il partito di Matteo Salvini avrebbe perso ancora qualcosa e si attesterebbe tra il 12 e il 13 per cento. Fi sarebbe al 7-8. Il Pd al 21-22, Sinistra italiana- Verdi al 2-3 per cento, +Europa e Impegno civico all’1,5 per cento. Il terzo polo – Azione e Iv – sarebbe al 7-8 per cento.

La par condicio e la Festa dell’Unità

La «par condicio» scatta il 26 agosto e la festa dell’Unità è costretta a correre ai ripari. Il segretario dem Enrico Letta arriverà il giorno prima, giorno di inaugurazione, e troverà una festa senza simboli, né bandiere del Pd ma solo con il logo della manifestazione. Una situazione un po’ surreale (difficile immaginare che non si capisca che una festa dell’Unità è una festa del Pd) che prende origine dalle dichiarazioni del prefetto di Bologna, che ha ricordato ai dem le regole della par condicio. Prefetto che era stato sollecitato da Galeazzo Bignami, di Fratelli d’Italia che, nel luglio scorso, aveva sollevato il tema con un intervento sul «Corriere di Bologna».

Erdogan scende in campo e vede Zelensky

Si è svolto a Leopoli un incontro trilaterale tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e Volodymyr Zelensky. Un incontro importante, perché si è parlato di grano e della centrale nucleare contesa nella regione di Zaporizhzhia. Ma soprattutto perché Erdogan si pone come mediatore per colloqui che pongano fine al conflitto in tempi ragionevolmente brevi. «Erdogan — scrive Lorenzo Cremonesi — parla alla pari con i massimi partner della Nato e però è anche l’unico tra loro a trovare ascolto da Vladimir Putin, spiegano a Kiev i consiglieri del presidente ucraino». Anche il sindaco di Kramatorsk, intervistato da Cremonesi, concorda: «Erdogan è l’unico leader in grado di comunicare con Putin».

Il video di Sanna Marin

Un breve video nel quale si vede la premier della Finlandia, Sanna Marin, che balla con alcuni amici in una festa. Scoppia la polemica sui social e la premier è costretta a negare di avere assunto droghe, anche perché nel filmato a un certo punto si sente una voce che sembra parlare di «gang della farina», ovvero di cocaina. C’è chi sospetta che dietro la pubblicazione e le critiche ci siano soprattutto hacker russi.

Il contabile di Trump ammette 15 reati fiscali

Allen Weisselberg, ex direttore finanziario della Trump Organization e uno dei più fidati luogotenenti della famiglia, si è dichiarato colpevole a New York per 15 reati fiscali, con un accordo di patteggiamento che prevede 5 mesi di prigione contro una pena massima di 15 anni. In cambio della riduzione della pena, scrive Viviana Mazza, l’accordo prevede che Weisselberg testimoni in un processo penale contro la Trump Organization, che è sotto accusa per aver gonfiato il valore delle proprietà in modo da ottenere prestiti vantaggiosi e di averlo sottovalutato per pagare meno tasse. Weisselberg si è però rifiutato di testimoniare contro Trump.

Più custodi o gli Uffizi chiuderanno

La denuncia è clamorosa e chiara, fatta dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt: o arriva più personale o si chiude. Un allarme pesante per il museo che nel 2021 è stato il più visitato in Italia, con oltre 1,7 milioni di presenze. «Se le risorse umane rimangono le attuali e le regole le attuali, in meno di un anno saremo costretti a tenere chiusi il pomeriggio alcuni spazi. E, successivamente, anche a chiudere Pitti o Boboli alcuni giorni la settimana, aprendo solo venerdì, sabato e domenica», puntualizza col «Corriere». Ad allarmare il direttore tedesco è un decreto, alla firma del ministro, che rivede del 9% al ribasso la pianta organica delle Gallerie. Il ministero ribatte spiegando che entro il 15 settembre saranno assunti 1053 nuovi addetti alla vigilanza in tutta Italia.

La truffa della nazione che non esiste

Un generale della Guardia di finanza in pensione, Mario Farnesi, è riuscito a far credere ai «cittadini» che avevano aderito allo «Stato Teocratico Antartico di San Giorgio», di aver acquistato l’isola di Koneli, in Grecia. Bastava pagare dai 200 ai 1.000 euro per diventare «sangiorgesi» e ottenere documenti, patenti di guida, passaporti, attestati, titoli onorifici, sgravi fiscali e l’inserimento in albi professionali, qualora gli iscritti fossero stati radiati o sospesi. I soggetti che avevano aderito allo Stato Teocratico Antartico erano 700 ed erano stati convinti che sarebbero stati considerati cittadini di una nazione indipendente, con vantaggi inaspettati. È finita con dodici persone ai domiciliari, accusate di associazione a delinquere, truffa e riciclaggio.

Il principe giordano sposerà una saudita

Il principe Hussein di Giordania, primogenito di re Abdallah e della regina Rania, si è fidanzato ufficialmente con Rajwa Khaled bin Musaed bin Saif bin Abdulaziz Al Saif. Lui ha 28 anni e sarà il prossimo sovrano del regno hashemita. Lei, coetanea, figlia di un facoltoso uomo d’affari saudita, cresciuta tra la sua città natale, Riyad, e New York, dove ha studiato architettura alla Syracuse University, sarà al suo fianco come la nuova regina.

Medaglia d’oro a Tamberi, energia pura

Il titolo rende l’idea: «Gimbo jet vola sull’oro». E così è stato, con Marco Tamberi che – nella solita coreografia folle di saltelli, giravolte e smorfie – riesce a superare i 2,30 sotto la pioggia.

Le altre notizie

Il pirata che travolse un 11enne a Milano è stato arrestato: guidava con la gamba ingessata, era drogato e non aveva la patente.

(in sottofondo, Tenderly di Bud Powell. Il brano lo potete ascoltare nella nostra playlist Il Punto 2022 Corriere della Sera)

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La Russia agita il voto italiano, nubifragi, vittime, danni a San Marco