Stephen King compie 75 anni: 10 momenti dei libri per sempre nel cuore dei Fedeli Lettori

Stephen King in una foto del 1993

Stephen King, il Re del Brivido dei nostri cuori, ha avuto tempo sufficiente per costruire la sua mitologia tassello dopo tassello. Generazioni di Fedeli Lettori, così lui chiama i suoi supporter, sono cresciute tra gli orrori di adolescenti ricoperte di sangue, bambine capaci di darti fuoco con lo sguardo, clown assassini, auto e camion che prendono vita per dar la caccia a vittime umane e giganteschi San Bernardo killer. Tra vampiri, alieni e lupi mannari, nei suoi romanzi Stephen King ha riletto alla sua maniera i topoi dell’orrore classico, ma il suo principale talento, fin da subito, si è rivelato la capacità di tradurre in parole l’orrore che alberga nell’animo umano. Tante parole, come scherza lui, che si definisce affetto da “elefantiasi letteraria” (a conferma basta gettare uno sguardo alla mole di due tra i suoi romanzi più celebri, It e L’ombra dello scorpione).

Lo scrittore Stephen King

Lo scrittore Stephen King

Con oltre 80 romanzi e 200 racconti all’attivo, Stephen King è uno degli autori più prolifici in circolazione. C’è stato un momento, dopo il terribile incidente automobilistico che ha visto coinvolto lo scrittore nel 1999, centrato in pieno da un camper mentre passeggiava sul ciglio della strada, in cui King ha pensato al ritiro, ma il trauma ha coinciso invece con una nuova fase della sua carriera, più matura, ma altrettanto prolifica. Oltre alle opere letterarie, e alla sterminata serie di adattamenti televisivi e cinematografici, in aumento costante, il romanziere del Maine si è rivelato anche un raffinato saggista. Imperdibili i suoi On Writing. Autobiografia di un mestiere e Danse Macabre, in cui tra l’altro rivela alcuni segreti del mestiere.

Under the Dome: Stephen King sul set della serie

Under the Dome: Stephen King sul set della serie

Da sempre restio a viaggiare, Stephen King divide il suo tempo tra il Maine, dove i fan vano in pellegrinaggio alla sua storica dimora dall’inconfondibile cancello in ferro battuto oggetto di milioni di selfie (anche se ormai lo scrittore risiede a qualche km di distanza), e la Florida, in cui sverna con la moglie Tabitha King. Da abitudinario quale è, King rimane profondamente radicato nella sua comunità e conduce un’esistenza ben più modesta di quanto il suo sterminato patrimonio gli consentirebbe. Ma oltre a una produzione letteraria che non accenna a diminuire, Il Re ha trovato un nuovo modo per essere vicino ai suoi lettori: Twitter. Dai suoi sferzanti giudizi politici alla “saga di Molly, aka the Thing of Evil”, che altri non è se non uno dei suoi pacifici corgi, passando per i gustosi giudizi su film e libri dati da spettatore, King ha trovato nel social media una forma di espressione che sembra divertirlo un mondo. E con lui i Fedeli Lettori che continuano a divorare i suoi romanzi vecchi e nuovi. In occasione del settantacinquesimo compleanno di Stephen King, diamo uno sguardo ai 10 momenti indimenticabili dei suoi romanzi.

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10 – The Dome, la comparsa della Cupola

Under the Dome: Natalie Martinez e Josh Carter in una foto del pilot

Under the Dome: Natalie Martinez e Josh Carter in una foto del pilot

The Dome (2009) non è uno tra i romanzi più amati dai fan di Stephen King, ma contiene almeno un paio di buone idee nel plot e qualche sequenza descrittiva di enorme impatto visivo riproposta in una serie molto poco ispirata, lo show CBS Under the Dome. Il romanzo si basa su un’idea semplice, preconizzata anche da I Simpson. All’improvviso su una cittadina del Maine di nome Chester’s Mill cala una cupola trasparente che la isola dal resto del mondo. Man mano che il tempo passa, l’ossigeno si riduce e gli abitanti si dividono in due gruppi, alimentando lo scontro tra bene e male. L’incipit folgorante segue in parallelo le sorti dei passeggeri di un piccolo aereo da turismo e di una marmotta tranciata in due dalla cupola, quando questa si materializza alle 11:44 del 21 ottobre 2017. Nella serie tv la marmotta diventerà una mucca, con esiti ancor più raccapriccianti. Più avanti nella storia la cupola sarà teatro di una devastante esplosione provocata da uno scontro a fuoco a cui partecipa Chef, personaggio che si occupa di produrre metanfetamina e sembra preso di peso da Breaking Bad. L’esplosione distruggerà gran parte della cittadina, consumando quasi tutta l’aria rimasta nella cupola e innescando gli eventi conclusivi.

9 – Cimitero vivente, il ritorno del gatto Church e del piccolo Gage dopo la sepoltura

Una scena di Cimitero Vivente

Una scena di Cimitero Vivente

Una delle più opere più celebri di Stephen King, Cimitero vivente, edita nel 1983, fin dal titolo originale – Pet Sematary – rivela la sua unicità. Gli errori nella parola Cemetery sono dovuti al fatto che la scritta è stata vergata da bambini che hanno scelto un lembo di terra per seppellire i loro animaletti domestici defunti. Peccato che poco più là nei paraggi di Ludlow, Maine, si trovi un vero cimitero di indiani Micmac. Coloro che vengono sepolti là fanno ritorno, ma non sono più quelli di prima. Lo scoprirà a suo spese un giovane medico che si è trasferito con la famiglia nei pressi di una strada molto trafficata. Per non turbare i figli, il medico decide di seppellire nel terreno sacro Church, il gatto di famiglia investito da un’auto. Il ritorno del gatto il pomeriggio dopo non sembra poi così inusuale finché il medico non fissa il muso, scoprendo del sangue rappreso e i pezzi del sacchetto di plastica in cui lo aveva avvolto. Poco dopo il gatto farà irruzione in bagno mentre lui è nella vasca, portando con sé un rettile. Da qui in poi sarà un escalation di strani e inquietanti comportamenti predatori. Non pago, il dottore farà il bis quando il figlioletto Gage viene travolto da un camion. Seppellito a sua volta, farà ritorno dall’aldilà sotto forma di mostro demoniaco assetato di sangue.

8 – 11/22/63, lezione di swing a Derry

11.22.63: Sarah Gadon insieme a James Franco

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L’universo di Stephen King è un intreccio di rimandi e autocitazioni. Personaggi e luoghi ricompaiono a distanza di anni, traslati da un romanzo a un altro, da una storia a un’altra. Così uno dei romanzi più osannati dalla critica, quell’11/22/63 che affronta la morte di Kennedy da una prospettiva decisamente originale, contiene un suggestivo riferimento a It (ma c’è spazio anche per Christine). Dopo aver scoperto che nel retro della tavola calda della cittadina in cui vive – Lisbon Falls, Maine – esiste un varco temporale che conduce alle 11:58 del 9 settembre 1958, l’insegnante Jake Epping decide di usarlo per raddrizzare le varie storture occorse. Ma l’obiettivo più ambizioso che si pone è quello di impedire l’assassinio del Presidente Kennedy. Nel corso delle sue peregrinazioni tra Maine e Texas, Epping si ritrova a Derry proprio all’epoca dei delitti di It. Mentre costeggia un parco nei pressi dei Barrens, l’uomo si imbatte in una coppia di ragazzini che ballano lo swing sulle note di In the Mood di Glenn Miller. I due non sono altri che Beverly Marsh e Richie Tozier, membri del Club dei Perdenti. La conversazione a tre che ne scaturisce, densa di allusioni e giochi di parole infantili, è un esempio perfetto del King style più puro e non può non emozionare i Fedeli Lettori.

7 – Il miglio verde, John Coffey cura l’infezione del protagonista e resuscita il topolino Mr. Jingle

Michael Clarke Duncan in una scena de Il miglio verde

Michael Clarke Duncan in una scena de Il miglio verde

Una delle storie più commoventi di Stephen King è quella contenuta ne Il miglio verde, romanzo a puntate pubblicato nel 1996. La storia è raccontata dal punto di vista di Paul Edgecombe, capo delle guardie nel braccio della morte del penitenziario di Cold Mountain. Tra i detenuti vi è il gigante nero John Coffey (“Coffey like the drink, only not spelled the same way”), accusato di aver stuprato e ucciso due bambine. Edgecombe è tormentato da una grave infezione delle vie urinarie che viene curata da Coffey in un momento ipnotico in cui il detenuto invita Paul nella sua cella. Violando il protocollo di sicurezza, Paul ci va, si siede sulla brandina acanto a Coffey e quest’ultimo gli afferra le parti intime guarendolo coi suoi straordinari poteri. Una scena simile si ripeterà più avanti quando Coffey riporterà in vita Mr. Jingle, topolino ammaestrato dal detenuto cajun Delacroix che è stato calpestato da un altro carcerato.

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6 – Misery, Annie amputa il piede di Paul Sheldon

Kathy Bates è Annie Wilkes in Misery

Kathy Bates è Annie Wilkes in Misery

Molti dei romanzi di Stephen King vedono protagonista uno scrittore. Uno dei più celebri, assieme a Shining e La metà oscura, è Misery (1987). Al centro della storia troviamo Paul Sheldon, celebre autore della saga di “Misery”, incentrata sull’eroina romantica Misery Chastain. Dopo un incidente d’auto su una strada innevata del Colorado, Paul si ritrova a casa di Annie Wilkes, infermiera che lo ha tratto in salvo e che – guarda caso – è anche una sua grande fan. Ma è anche una pericolosa psicopatica che ha nascosto a chiunque di aver soccorso Paul. Quando però Annie scopre che Sheldon, nel suo ultimo romanzo inedito, ha fatto morire Misery di parto, la sua furia diventa incontenibile. Mentre è prigioniero, Paul riesce ad aprire la porta e muoversi per la casa di Annie durante le sue assenze finché un giorno lei non gli confessa di essersi accorta dei suoi tentativi di fuga. Il lungo confronto culmina con l’asportazione del piede sinistro dell’uomo con una scure. Il tutto descritto nei minimi dettagli, spruzzi di sangue e cauterizzazione compresi.

5 – Shining, la scritta REDRUM

Wallpaper: Shelley Duvall in una scena di Shining

Wallpaper: Shelley Duvall in una scena di Shining

Le scene di culto abbondano in Shining. A dir la verità più nel film diretto da Stanley Kubrick nel 1980 che nel romanzo di Stephen King del 1977. Film che è stato causa di liti feroci tra i due artisti visto che King, solitamente di bocca buona quando si tratta dei suoi adattamenti, non apprezzò molte delle soluzioni artistiche di Kubrick a partire dalla scelta di Jack Nicholson per il ruolo di Jack Torrance. Dopo aver perso il lavoro d’insegnante, Jack ha deciso di accettare un impiego come custode invernale dell’Overlook Hotel, imponente struttura tra le montagne del Colorado, e porta con sé la moglie Wendy e il figlio Danny, che possiede un potere speciale, la luccicanza. Insieme all’amico immaginario Tony, Danny esplora il mastodontico hotel. Attraverso uno specchio, Danny scorge la scritta REDRUM, che si materializza insieme a visioni di cadaveri in vasca da bagno e arti insanguinati.

4 – Carrie, il ballo studentesco

Carrie: Sissy Spacek

Carrie: Sissy Spacek

Carrie non è il primo romanzo scritto da Stephen King, ma è il primo a essere pubblicato, nel 1974, lanciando la sua carriera da scrittore. La potenza dell’opera è notevole, ma va dato merito anche a Brian De Palma, che l’ha adattata per il grande schermo due anni dopo, di aver realizzato sequenze che si sono impresse nella memoria dello spettatore. Dopo una serie di angherie atroci subite dai compagni di classe, la timida Carrie, orfana di padre cresciuta da una madre ossessiva e psicotica, viene invitata al ballo studentesco da Tommy, uno dei ragazzi più carini della scuola. Durante la serata il duo viene eletto Re e Regina del ballo, ma quando salgono sul palco Carrie viene centrata in pieno d un secchio di sangue di maiale. Ultimo atroce scherzo della sua rivale Christine che scatenerà la furia distruttiva della ragazza.

3 – L’ombra dello scorpione, la distruzione di Las Vegas

Ezra The Stand

The Stand: Ezra Miller nella serie

Dopo che una pandemia provocata dalla fuga di un’arma batteriologica da un laboratorio militare ha decimato la popolazione, i sopravvissuti, guidati da sogni rivelatori, si riuniscono in due comunità guidate da due leader antitetici, l’ultracentenaria Mother Abigail, fautrice del Bene, e l’oscuro Rndall Flagg, l’Uomo che Cammina, sorta di demone che diventerà un presenza costante nei romanzi kinghiani in quanto incarnazione del Male. L’intrigante premessa de L’ombra dello scorpione (1978), capolavoro post-apocalittico, si sviluppa nell’arco di oltre 1000 pagine dando vita a scene clou. Mentre i buoni danno vita a una comunità a Boulder, nella zona libera, i cattivi si concentrano a Las Vegas, divenuta una sorta di girone infernale. Qui si consuma uno dei finali più spettacolari di sempre sotto gli occhi dei due emissari di Boulder prigionieri, Ralph Brentener e Larry Underwood. Per imbonirsi Randall Flagg il derelitto Pattume, folle piromane, interrompe l’esecuzione pubblica approdando in mezzo alla folla con un carrello elettrico che trasporta una bomba atomica. All’improvviso, la sfera di elettricità emessa dallo stesso Flagg assume la forma di una mano scesa dal cielo (“la mano di Dio”) che sfiora la bomba provocando una detonazione epocale che cancella Las Vegas e i suoi abitanti.

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2 – Il corpo, il ritrovamento del cadavere

Corey Feldman, Jerry O'Connell, Wil Wheaton e River Phoenix nel film Stand by me - Ricordo di un'estate

Corey Feldman, Jerry O’Connell, Wil Wheaton e River Phoenix nel film Stand by me – Ricordo di un’estate

Un inno all’adolescenza, all’amicizia e allo spirito di avventura con un sottofondo amaro. Il corpo, racconto contenuto nella raccolta Stagioni diverse (1982), da cui Rob Reiner ha tratto il cult Stand by me – Ricordo di un’estate, è una delle pietre miliari dell’immaginario kinghiano. I protagonisti sono quattro dodicenni che vivono a Castle Rock, cittadina immaginaria del Maine nonché luogo prediletto da King per le sue storie. Afflitti da situazioni familiari difficili, vessati dai bulli, i quattro vedono una forma di riscatto nella scoperta del cadavere di un coetaneo, scomparso mentre si trovava nel bosco. I quattro ragazzini si preparano a vivere un’avventura incredibile, ostacolati da genitori e fratelli maggiori, e si mettono in cammino fino a raggiungere il cadavere mentre infuria un violento temporale. Prima di rivendicare la loro scoperta, il gruppo si trova costretto a scacciare i bulli più grandi, anche loro interessati al cadavere, ma i ragazzini trovano il coraggio necessario arrivando a sfoderare la pistola sottratta al padre di uno di loro. Una sorta di moderno duello all’O.K. Corral sancirà la fine dell’adolescenza del gruppetto in una delle metafore più sincere ed evocative della crescita.

1 – It, la prima apparizione di Pennywise

“Quando sarai quaggiù con me, tu galleggerai”

It: Bill Skarsgard in versione Pennywise

It: Bill Skarsgard in versione Pennywise

Un bambino con indosso un impermeabile giallo gioca per le strade di Derry con una barchetta di carta costruita insieme al fratello maggiore. Mentre la pioggia si dirada, il bambino di nome George Denbrough segue la barchetta che procede spedita lungo i rivoli generati dall’acqua abbondante caduta dal cielo. A un certo punto, mentre corre per impedire che la sua barchetta finisca in uno tombino, George inciampa e nota due occhi gialli nello scarico. Avvicinandosi scopre che gli occhi appartengono a un clown che tiene in mano dei palloncini. Chiamandolo per nome, Pennywise offre a George un palloncino, ma quando, dopo qualche tentennamento, il bambino tende il braccio, il clown lo dilania. Uno degli incipit più memorabili di sempre inaugura uno dei capolavori kinghiani, It (1986), libro seminale sull’adolescenza che continua a conquistare le diverse generazioni oggi come ieri. Simbolo del male assoluto, mimetico e sfuggente, Pennywise troverà la fine meritata grazie alla forza del gruppo e al potere dell’amicizia.

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